Ecco un caso reale che ha salvato un’azienda bloccando il decreto ingiuntivo della banca opponendo come strumento di difesa una perizia econometrica sull’anatocismo e sull’usura degli interessi.

il Giudice del Tribunale di Lanciano (provincia di Chieti) , con ordinanza del 07 maggio 2018, ha precisato quando e come non possono dirsi sussistere i presupposti per la concessione della provvisoria esecutività del decreto opposto.

In particolare, il giudicante del tribunale abruzzese ha precisato che quando l’opposizione è fondata su una prova scritta e non è stato dimostrato dall’istituto di credito il periculum in mora legato all’eventuale ritardo nel pagamento, non possono sussistere i presupposti per la concessione della provvisoria esecutività del decreto opposto.

Perizia econometrica: la centralità nel giudizio de quo

Nel caso in esame, la parte ingiunta si è opposta al decreto ingiuntivo e alla sua provvisoria esecutorietà, producendo nel giudizio di opposizione, a propria difesa, una perizia econometrica.
La pronuncia in oggetto è molto importante, perché consente di capire il peso che, dal punto di vista processuale, oltre che dottrinale e giurisprudenziale, può essere attribuito ad una perizia econometrica.

L’indagine muove, dunque, dalla valenza probatoria che questo documento può avere ai fini di una vertenza analoga a quella portata all’attenzione del giudicante di Lanciano.

Nella sostanza, la perizia econometrica consiste nel prodotto finale, testuale e contabile, della verifica tecnica operata da un professionista del settore.
A fronte di questa documentazione, la banca dovrebbe avanzare la prova di un periculum in mora, ossia di un danno grave, calcolato in rapporto al valore del bene oggetto della controversia.

 

Banca e osservanza dell’onere probatorio del periculum

Nel caso di specie, l’istituto di credito non ha, invece, comprovato l’irreparabilità del danno, con la conseguenza di corroborare il valore e l’efficacia della perizia econometrica prodotta dal risparmiatore che, già di per sé, ha una grande valenza nelle vertenze tra risparmiatori e banche.
In particolare, nel caso di specie, il risparmiatore, diversamente dalla banca, ha dunque contestato il credito vantato dalla stessa e per provarne l’ingiustizia, lo ha contabilizzato e provato con una perizia econometrica precisa e dettagliata.

Ebbene, per tali ragioni, il Tribunale di Lanciano ha confermato che non sussistono i presupposti per la concessione della provvisoria esecutività del decreto opposto, dando così ragione al risparmiatore.
Le banche italiane strozzano famiglie e imprese, tuttavia, la legge è dalla loro parte, specie se ci si avvale, per l’indagine inerente l’an ed il quantum del danno subito dal proprio cliente, di una buona perizia econometrica, come abbiamo visto.

 

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