Coronavirus: una vera tragedia per l’economia italiana.

Esso impatta inevitabilmente in modo negativo sulle imprese italiane.  

In particolare, ne risentono del Coronavirus le imprese che sono state costrette a rimanere chiuse a seguito dei decreti governativi e delle ordinanze regionali,  quali ad esempio le imprese appartenenti al settore bellezza (parrucchiere, estetiste, ecc), le imprese del settore turismo (alberghi, bar, ristoranti, pub, agriturismi, ecc.), le imprese operanti nel settore moda(negozi di abbigliamento, imprese di confezione abiti, ecc.)

Ci sono invece altre imprese che ne hanno risentito molto meno del Coronavirus, come ad esempio imprese di formazione che svolgono attività online, supermercati, farmacie, pastifici, ecc.

Tante altre imprese hanno invece sempre “navigato a vista” nella gestione aziendale, per cui la loro azienda era già in crisi prima dell’emergenza Coronavirus poiché avevano già dei fattori interni che non funzionavano al meglio (ad es.. soci in disaccordo tra di loro, dipendenti demotivati, un prodotto peggiorato, mancato controllo della liquidità, ecc.).

Possiamo paragonare l’attività di un’azienda ad una grande nave che deve attraversare l’oceano.

L’imprenditore è il capitano che deve tracciare la rotta e portare la nave a destinazione.

        

Se l’imprenditore capitano vuole davvero portare la nave a destinazione, oltre a controllare la rotta, non può prescindere dall’utilizzo di una serie di strategie che dovrebbe continuamente attuare per raggiungere la propria destinazione.

Ecco le 7+1 strategie da attuare per gestire con successo la tua impresa dopo il Coronavirus!

Perché + 1? 

Perché la strategia +1 è la superstrategia per gestire con successo la tua impresa dopo il Coronavirus!   

 

Strategia n. 1: RIDISEGNA IL TUO MODELLO DI BUSINESS.

 

 

“Dietro ogni problema, si nasconde una grande opportunità”.

Questa mi frase, ti potrebbe far distorcere la bocca.
Magari pensi che sia matto.

In realtà, ti voglio dire che da questa emergenza Coronavirus bisogna trarne un insegnamento e trovare anche il lato positivo nella disgrazia.

Mi piace parlare francamente in modo chiaro: la crisi che spetterà al mondo intero sarà di quelle che, la mia generazione, non più giovanissima, non ha mai visto,

Tanti dovranno cambiare il proprio business o meglio ridisegnare il proprio modello di business.

Ti ricordo che il modello di business è lo strumento che si utilizza per organizzare l’attività dell’azienda: in altri termini, esso illustra che cosa produce l’azienda, per chi lo produce, come lo produce, con quali costi, con quali ricavi. 

Che fare quindi?

Ci sono solo due possibilità: o pregare e chiedere aiuto oppure fare.

Nel 2004 mi trovai personalmente di fronte ad uno scenario per certi versi simile: dopo o primi anni di esercizio della professione di Dottore Commercialista come mero esecutore di adempimenti contabili e fiscali per le imprese, non avevo un soldo.

I creditori mi stavano inseguendo.
In casa un dramma, stavo quasi divorziando dalla moglie.

In quell’esatto momento, senza più lacrime per piangere, mi specializzai nella consulenza e assistenza per le imprese alla ricerca di agevolazioni di qualsiasi genere e nel rapporto tra banca e impresa.

Nella crisi assoluta, apparentemente senza speranze, trovai il modo per rilanciarmi con successo.

Come?
Con la grande rabbia che avevo in corpo di dimostrare a tutti chi fossi veramente.
Soprattutto però con un importante cambiamento nella mia testa: avevo maturato la decisione di vedere sempre e solo “l’altro lato” della medaglia. 

Non avevo soldi? Bene. Dovevo inventarmi come fare, senza denaro.

Non avevo credibilità. fiducia, seguito? Dovevo invece dimostrare di averne, con il mio atteggiamento proattivo, punto e basta.

Insomma, ero riuscito a trasformare qualcosa di estremamente negativo in una buona opportunità di guadagno.

Se la tua azienda è entrata in crisi, diciamo pure la verità in modo chiaro: non hai fatto nulla perché ciò non accadesse a prescindere dall’emergenza Coronavirus.  

Prova a pensarci e a rispondere a questa domanda: “Se tra 1 anno ci fosse un’altra emergenza Coronavirus, ti ritroveresti nella stessa situazione”?

Forse questa tua crisi non dipende da cause interne alla tua impresa, come ad esempio ti sei limitato a continuare lo sviluppo del tuo business senza provare ad innovarlo, non ti sei mai preoccupato di stanziare un fondo per le emergenze, non hai mai avuto la conoscenza della reale liquidità prodotta dalla tua azienda?

Conosci la famosa società americana Blockbuster?

Blockbuster è fallita nel 2013 poiché continuava a noleggiare prodotti home video e videogiochi, mentre il mercato richiedeva lo streaming online.     

Aveva la migliore tecnologia, ma non ebbe il coraggio di cambiare il proprio core business creando una piattaforma che abbracciasse il mercato web.

Lo sai qual’è la peggior frase che mi fa letteralmente infuriare?

 E’ quando un imprenditore mi dice: “Abbiamo sempre fatto così”.

Purtroppo, ti devo dire questa cosa importante: dire “fare sempre così” significa far fallire la tua azienda.

Ti ricordo che poiché il mondo cambia, anche la tua azienda deve cambiare se vuoi continuare a sopravvivere.

Ti porto alcuni esempi concreti che cosa significa ridisegnare il modello di business.

Se tu sei il proprietario di un ristorante e/o pizzeria, avrai un calo notevole del fatturato aziendale a seguito dell’emergenza Coronavirus.

Come potrai ridisegnare il tuo modello di business?
Proponendo questi servizi innovativi:

  • il servizio a domicilio per la consegna di pasti già pronti;
  • il servizio a domicilio per la consegna di vino di qualità;
  • il servizio a domicilio per la consegna di materie prime di qualità che tu acquisti dai tuoi fornitori per preparare i tuoi piatti;
  • corsi di formazione online per insegnare le ricette dei tuoi piatti;
  • vendite anticipate dei tuoi prodotti con sconti esclusivi. 

 

Strategia n. 2: RIUNISCI IL TUO STAFF.

 

 

Anche i tuoi dipendenti e collaboratori potrebbero avere paura.

E’ normale.

In questi giornali, nei telegiornali e in varie trasmissioni televisive, non si fa altro che parlare dei danni sulla salute e sull’economia causati dal nemico invisibile: il Coronavirus.

Ricordati che il capitale più importante della tua impresa è il capitale umano: sono i tuoi dipendenti e collaboratori che fanno volare il tuo business!

Per questo motivo, è molto importante proteggere il benessere delle persone che fanno parte della tua impresa.

Ti devi preoccupare ogni giorno di costruire e mantenere per i dipendenti un clima aziendale positivo adatto per la crescita della tua impresa.

Come ti devi comportare con loro?
Devi essere umile, disponibile ad ascoltarli, riconoscere i loro meriti e, soprattutto, devi essere capace di percepire i loro reali bisogni.

Devi comunicare a loro in modo chiaro le procedure di sicurezza adottate all’interno della tua azienda per proteggerli dal Coronavirus. 

Per questo motivo, è molto importante fare almeno una riunione aziendale mensile il cui argomento principale deve rappresentare le azioni intraprese dall’azienda per fronteggiare l’emergenza e lo sviluppo della tua impresa.

Nell’ipotesi in cui tu avessi dei dipendenti con delle esigenze specifiche (ad es. persone con genitori anziani o bambini molto piccoli), valuta di farli lavorare da casa (ove possibile) con il telelavoro o con lo smart working. 

Se poi ritieni di avere delle persone che ritieni che rimarranno del tutto inoperose, non devi esitare di concedere a loro le ferie anticipate o, nell’ipotesi peggiore, di metterle in cassa integrazione. 

 

Strategia n. 3: GESTISCI I FORNITORI.

 

 

 

Con l’emergenza Coronavirus, si prospetta lo scenario di una importante riduzione del fatturato aziendale che potrà raggiungere addirittura il 70% in certi settori (ad esempio ristoranti, bar, estetiste, ecc.).

Che cosa devi fare in questa particolare situazione per sopravvivere e per non correre il pericolo di ricevere pericolosi decreti ingiuntivi di pagamento?

Gioca d’anticipo! 

Se vedi che le vendite continuano a diminuire e non riesci a pareggiare i costi, chiama immediatamente i fornitori e cerca di rinegoziare le condizioni di pagamento.

Non tentennare e aspettare che ti chiami il responsabile amministrativo dei tuoi fornitori.

Prometti a loro che li pagherai, ma hai la necessità di ottenere dilazioni di pagamento. 

Supponiamo che tu abbia un pagamento da effettuare con una dilazione di pagamento a 30 giorni.

Chiedi che il pagamento venga suddiviso in 30,60,90 giorni.

Cerca sempre che i tempi di pagamento coincidano o siano superiori ai tempi d’incasso.

Altrimenti, avrai bisogno di ottenere fidi dalle banche. Ti consiglio però di evitare ciò.

Prova tu con il fornitore.

Mi permetto di ricordarti che anche lui è un essere umano in carne e ossa come te e può avere i tuoi stessi problemi.    

Non devi prendere in giro il fornitore, ma devi essere assolutamente trasparente con lui e risoluto nella tua richiesta.

Nel momento in cui ti concedesse l’ulteriore dilazione di pagamento richiesta, rispetta la nuova data di pagamento per non perdere la fiducia del fornitore. 

 

Strategia n. 4: COMUNICA CON I CLIENTI.

 

 

“Mettici la faccia” ossia esponiti in prima persona con i tuoi clienti.

Il fatto di mostrarti tu come persona, tranquillizzerà i tuoi clienti.

Nonostante l’emergenza Coronavirus, comunica ai tuoi clienti che tutto è sotto controllo e che non c’è nessun motivo per allarmarsi o cessare di rivolgersi alla tua azienda.

In particolare, nella tua comunicazione dovrai trattare questi punti principali:

  • l’attività è sempre aperta oppure è aperta ma è soggetta a queste limitazioni in base ai specifici decreti;
  • segnala che hai preso tutte le precauzioni di sicurezza per continuare a svolgere la tua attività: ad esempio hai fatto eseguire i tamponi a tutto il personale della tua azienda, nel tuo negozio sono presenti gel e disinfettanti in tutti locali, nella tua azienda effettui una periodica attività di sanificazione, ecc.;
  • evidenzia l’intatta qualità dei tuoi prodotti o servizi (ad es. i nostri ingredienti sono di alta qualità a km 0, ecc.).     

 

Strategia n. 5:  VENDI ANTICIPATAMENTE.



Se prevedi una diminuzione del fatturato della tua azienda, cerca di trovare dei modi per anticipare le vendite future.

Metti “sotto torchio tutti i commerciali” che adesso non lavorano per vendere, costringendoli a lavorare e a vendere iniziative, prodotti, servizi previsti per il futuro.

In sostanza, cerca di far entrare in cassa dei soldi per prodotti o servizi che venderai in futuro.

Come?

Proponendo degli interessanti sconti commerciali esclusivi.

Attenzione!

Cerca di vendere i prodotti/servizi su cui hai un alto margine di guadagno, per non rischiare di vendere in perdita.

Ti porto alcuni esempi:

  • hai un’azienda che si occupa di allestimenti fieristici? Vendi i servizi relative alle prossime iniziative pianificate, con pagamento anticipato;
  • hai un ristorante o una pizzeria? Vendi anticipatamente dei buoni regalo per una cena o un pranzo da consumare alla riapertura del locale;
  • hai in previsione il lancio di un nuovo prodotto? Mettilo in prevendita offrendo, per chi paga in anticipo, un servizio esclusivo (ad es.: uno sconto, una personalizzazione del prodotto, un omaggio particolare, ecc.).   

 

Strategia n. 6:  ABBATTI I COSTI FISSI.

 

A seconda del modello di business, ci possiamo aspettare un calo di fatturato più o meno importante.

Dovendo subire un calo di fatturato, quello che devi fare è prendere immediatamente senza perdita di tempo il tuo bilancio in mano e valutare attentamente i costi del tuo conto economico.

Quali costi devi prendere in considerazione?

Devi prestare particolare attenzione ai costi fissi, ossia quei costi che l’azienda sostiene a prescindere che venda o meno prodotti o servizi. 

Essi sono ad esempio: stipendi del personale, canoni di leasing, rate di affitti, rate di mutui, compensi fissi pagati a venditori e tecnici, rate ricorrenti pagate per consulenze, ecc.

I costi fissi devono essere ridotti ove possibile ed in genere devono essere ottimizzati. 

Cominciate a risparmiare quello che oggi non è strettamente necessario.

Ti faccio alcuni esempi concreti.

Se hai dei dipendenti inoperosi per il calo di fatturato, abbatti il loro costo utilizzando l’agevolazione della cassa integrazione prevista nel Decreto Cura Italia.

Se hai delle rate fisse di mutui e leasing aziendali, richiedi la sospensione del pagamento delle loro rate sino al mese di Settembre 2020 utilizzando la moratoria prevista nel Decreto Cura Italia.  

Se hai dei costi fissi da pagare al commerciale, cerca di ridurli o di sospenderli per questo periodo.  

In sostanza, devi cominciare ad effettuare immediatamente un’opera importante di razionalizzazione o risparmio dei costi fissi che state sostenendo o sosterrete nel prossimo futuro. 

Quando faccio notare ad alcuni imprenditori che seguo che i loro costi fissi sono attualmente troppo alti, questi mi rispondono: “Non posso ridurre i costi fissi più di quanto non abbia già fatto. Questi costi fissi in realtà rappresentano per la mia azienda delle realtà irrinunciabili.”

Di fronte a questa risposta, per riportare l’azienda a spendere di meno di quello che guadagna, ci sarebbe un’unica possibilità: aumentare il fatturato aziendale.

Abbiamo però un grosso problema: l’esperienza professionale m’insegna che difficilmente un’ azienda inefficiente sotto il piano dei costi riesce ad aumentare il fatturato.  

Ciò vale anche in situazioni di gestione ordinaria dell’azienda, a prescindere da situazioni straordinarie di emergenza Coronavirus.

Attenzione quindi!

Se continui a pagare dei costi fissi senza avere un fatturato superiore ai costi fissi, rischi seriamente di trascinare la tua azienda in una situazione di crisi economica e finanziaria poiché non hai più sufficiente liquidità aziendale.

Come diceva Edison “Sprecare i soldi è peggio di perderli”.  

Ti faccio ora questa importante domanda: conosci ora a quanto ammontano i costi fissi della tua azienda?

 

Strategia n. 7:  ABBRACCIA IL MARKETING ONLINE.

 

In un mercato come quello di oggi dove c’è sovrabbondanza dell’offerta e dove c’è meno denaro circolante e quindi anche meno clienti, non c’è nessuna ragione per la quale l’imprenditore debba continuamente sottovalutare il marketing.

In questi nuovi scenari economici modificati ulteriormente dall’emergenza Coronavirus, la parola d’ordine è una sola: fare ” tanto marketing mirato” in relazione al tuo modello di business ridisegnato o innovato.

Attenzione che quando parliamo di dedicarsi al marketing, non sto parlando principalmente di attività molto costose tipo quelle che sono appannaggio delle grandi società multinazionali quali ad esempio l’inserzione su quotidiani nazionali o su riviste patinate di settore, la pubblicità sui principali canali televisivi, ecc.

No.

Io sto parlando di attività semplici, spesso a basso costo e basate sul contatto diretto o virtuale con la potenziale clientela, tipo organizzazione di eventi, utilizzo dei nuovi social media, newsletter, social network.

Ti faccio un esempio concreto sul significato di effettuare azioni strategiche di marketing mirato. 

Se sei titolare di un ristorante e pizzeria, potresti fare marketing mirato compiendo queste tre azioni strategiche di marketing operativo:

a) creazione o aggiornamento del tuo attuale sito Internet, in cui evidenzi i nuovi servizi prestati (ad es. consegna a domicilio dei pasti, delle materie prime, del vino, corsi di formazione on line);

b) sviluppo periodico campagna social su Facebook con budget di spesa prestabiliti in determinato arco di tempo (esempio 1 mese, 3 mesi, 6 mesi);

c) iscrizione presso piattaforme commerciali esistenti online operative nel settore specifico della ristorazione.

Un imprenditore deve sapere che se in un momento di calo del fatturato, pensa di risparmiare sul marketing, la sua impresa finirà  per ridurre ancor di più la sua sfera d’influenza e, di conseguenza, il fatturato subirà un ulteriore calo.

Mai come in questo particolare particolare periodo di emergenza Coronavirus, ti devi porre queste tre domande guida stratetiche:

  1. Che cosa vogliono effettivamente ora i clienti del mio settore?
  2. Quanti clienti sanno o si ricordano che la mia azienda esiste?
  3. Perché i clienti dovrebbero acquistare il mio prodotto/servizio e non quello di altri miei concorrenti diretti o indiretti?  

 

SUPERSTRATEGIA N. +1:  CREA E CONTROLLA LA LIQUIDITA’ AZIENDALE.

 

 

Ti svelo ora la superstrategia per gestire con successo la tua impresa dopo il Coronavirus.

Come ti ho precedentemente evidenziato, devi paragonare la tua impresa ad una grande nave da crociera che deve effettuare l’attraversamento dell’oceano.

Utilizzando questa metafora, l’imprenditore è colui che ha deciso di costruire questa nave e ha deciso dove andare, mentre invece il manager è il capitano che deve tracciare la rotta e portare la nave a destinazione.

Anche se spesso queste due figure possono coesistere in una sola sola persona, perché un’azienda abbia successo entrambi i ruoli devono essere svolti con specifiche competenze.  

Se il capitano vuole davvero portare la nave a destinazione, deve tenere sotto controllo feroce questi indici:

  1. il carburante della nave = la liquidità aziendale;
  2. le miglia marine percorse dalla nave = il fatturato aziendale;
  3. il costo della nave rispetto al ritorno economico dell’operazione = l’utile;
  4. le condizioni meteo = il mercato.

Ovviamente, ci sarebbero tante altre cose da controllare, quali ad esempio il morale della ciurma, la soddisfazione dei passeggeri, ecc.

Se tu vedessi un capitano che guida la nave solamente sulla base di sensazioni e senza guardare in modo assiduo gli indici di cui sopra, che cosa penseresti?

Sicuramente che è un folle.

Mi permetto di ricordarti che è altrettanto folle allo stesso modo vedere un imprenditore o un manager che cerchi di gestire la propria azienda  senza dotarsi di un “cruscotto aziendale” che gli fornisca regolarmente questi tre importanti indici:

  1. il fatturato mensile;
  2. il risultato di esercizio mensile;
  3. la liquidità mensile.

Ritengo che sia facile comprendere per l’imprenditore l’importanza di controllare il fatturato.

E’ invece un po’ più complicato far capire all’imprenditore l’importanza della conoscenza dell’utile o della perdita mensile e della liquidità creata o bruciata mensile.

Per farti capire ciò, uso altre metafore:

  1. il cibo = il fatturato;
  2. l’aria = l’utile;
  3. l’ossigeno = la liquidità.

Da diversi anni il sistema economico è cambiato.

Se in passato le risorse finanziarie erano più facilmente disponibili, ora non è più così.

Le banche hanno ridimensionato la concessione di finanziamenti. Di conseguenza, i soldi per le imprese sono notevolmente diminuiti.

Questo grande cambiamento ha creato notevoli difficoltà per le imprese che, spesso, non riescono a rispettare le scadenze di pagamento. 

Nonostante ciò, molti imprenditori si ostinano ancora a dare poca importanza alla gestione della liquidità!

Questo scenario peggiorerà ora nei prossimi mesi, con l’emergenza Coronavirus!

Varie imprese di diversi settori si troveranno a coro di liquidità, in base alla diminuzione più o meno drastica del fatturato in base al settore di appartenenza.

Cosa è accaduto e che cosa sempre più accaderà oggi in tante aziende?

  • la marginalità calerà;
  • i clienti non rispetteranno  i pagamenti;
  • i fornitori solleciteranno continuamente per ottenere pagamenti sempre più ravvicinati;
  • la concorrenza sarà sempre più spietata e agguerrita;
  • le richieste di rientro dei fidi saranno sempre più frequenti;
  • le banche ti concederanno sempre meno finanziamenti;
  • il Fisco e l’Inps metteranno in atto azioni di riscossione sempre più aggressive per recuperare i loro crediti in tempi sempre più rapidi;
  • aumenteranno le emergenze ed urgenze peer gestire la mancanza di liquidità. 

Nel tuo cervello, starai ora pensando: “Queste cose già le sapevo. Dov’è la novità ?'”

La novità è data dal fatto che il 95% delle piccole e medie imprese italiane  ogni giorno hanno problemi di liquidità. 

Sai che cosa significa concretamente ciò?

Significa che l’imprenditore non riesce più a pagare i debiti della sua gestione aziendale, tende a rinviare le scadenze di pagamento con il fornitori, con il Fisco, con l’Inps, accumula ogni giorno debiti, il sistema bancario si irrigidisce con lui, gestisce la sua azienda “alla giornata” in continua emergenza.

In certi casi, poiché riesci ancora a pagare regolarmente, ritieni erroneamente che la tua azienda sia solida.

No.

Spesso in realtà non è così.

Lo sai che tante aziende apparentemente solide, sono poi fallite?

Solamente se hai previsioni dei flussi di cassa (cash flow) suddivisi giorno per giorno, settimana per settimana, mese per mese, hai il pieno controllo della liquidità della tua azienda. Diversamente, pensi e ti illudi di avere il controllo della tua azienda, ma non è così! 

Ti ricordo questa importante frase: “Prevenire è meglio che curare”. 

Solamente se sei dotato di un cruscotto di controllo aziendale con monitoraggio quotidiano dei costi e dei ricavi, degli aspetti finanziari, della liquidità, potrai gestire e risolvere ogni problema riuscendo ad evitare conseguenze disastrose per la tua azienda.

Il cruscotto di controllo aziendale deve comprendere un kit indispensabile di attrezzature o meglio di strumenti di controllo economico e finanziario.

Essi sono:

  1. i budget economici e finanziari;
  2. il business plan;
  3. il piano di cassa.

Il piano di cassa (cash plan) è lo strumento principale che può rappresentare quotidianamente il tuo flusso di cassa: i soldi che hai in tasca oggi, i tuoi debiti ed i tuoi crediti, i soldi che potrai spendere in un determinato momento del futuro.

Grazie al cruscotto di controllo avrai la piena e completa conoscenza della situazione economica e finanziaria della tua azienda.

In particolare avrai il pieno controllo della liquidità aziendale, avrai una conoscenza anticipata dei flussi di cassa e potrai risolvere sul nascere gli eventuali problemi, potrai  focalizzarti sulle leve di miglioramento.

Capisci ora perché ho definito questa ottava strategia come la  +1  “Superstrategia”?

Con questa Superstrategia capirai esattamente come si genera la tua liquidità in azienda e conoscerai ogni giorno se la tua azienda stia creando nuova liquidità o se stia bruciando la liquidità esistente.

In questo potrai dormire sonni tranquilli, sarai sereno con te stesso, con la famiglia, con i tuoi dipendenti.

E allora che cosa aspetti?

 

Adotta immediatamente nella tua azienda queste 7 strategie + 1 superstrategia che ti ho evidenziato, non solo in questo periodo particolare dell’emergenza Coronavirus, ma sempre!

 

Queste 7 strategie + 1 superstrategia ti consentiranno di stare alla larga dal fallimento e di far volare come un razzo la tua impresa verso il successo!  

 

 

E allora che cosa aspetti?

Voglio che la tua impresa diventi un’Impresa con la I maiuscola, che ti faccia sognare, che ti faccia “pensare alla grande”.

Te lo meriti tu per il tuo duro lavoro che porti avanti all’interno della tua azienda da molto tempo.

Se lo merita pure la tua amata moglie per la pazienza dimostrata.

Se lo meritano pure i tuoi adorati figli affinché tu possa regalare a loro un sereno e radioso futuro.

Che Impresa la tua Impresa!

 

P.S. Ah, dimenticavo una cosa importante. 
Se ti iscrivi al gruppo da me denominato “Restartup Strategy Club”, riceverai anticipatamente articoli del mio blog, podcast, ebook, una prima consulenza individuale con il sottoscritto ed altri benefici, TUTTO GRATUITAMENTE!
Ciò ti permetterà di acquisire informazioni, consulenze specifiche, strategie idonee per diventare un’impresa di successo nel breve periodo.  

 

 

Author Details
Papà di Edoardo e Veronica, sposato con Alessandra. Aiuto gli imprenditori la creare una strategia di successo per ottenere più liquidità e a liberarsi dei dei debiti aziendali. Lo faccio con passione e continuo aggiornamento. Costruisco un rapporto umano sedendomi accanto allo stesso imprenditore per aiutarlo a cambiare marcia alla sua azienda. I miei principali attrezzi di lavoro sono la strategia aziendale, la pianificazione economica e finanziaria, la gestione della crisi aziendale.

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