Ci sono 5 incredibili errori nel modo in cui stai utilizzando il fido bancario che rischiano di trascinare a fondo la tua azienda.

Eh, già.

Ti mettono a disposizione dei soldi e, giustamente, pensi di poterli utilizzare come credi.

Purtroppo non é così.

Commettere uno solo di questi errori o più di uno comporta la revoca dei fidi bancari concessi

Sembra che esageri vero?

Lascia che ti racconti i 5 incredibili errori che spesso compiono gli imprenditori con revoca dei fidi bancari concessi, portando alla distruzione la loro azienda.

 

Errore 1: utilizzare il fido bancario “a tappo”

 

Non devi mai utilizzare il tuo fido di cassa  per più dell’80% dell’importo concesso.

L’utilizzo al 90% o addirittura al 100%, infatti, fa sì che tu risulti disperato agli occhi delle banche.

Quando dico cose come “che tu risulti”,  non sto parlando di generiche impressioni, ma di un valore oggettivo in cui la banca controllerà la tua situazione considerandoti come un’azienda a rischio.

Te lo spiego con un esempio, per essere più chiaro.

Supponiamo che ti abbiano concesso un fido di cassa di 50.000 euro.

Ti trovi in una situazione di difficoltà economica, poichè il fatturato aziendale non si riprende.

Pensi che si tratti di una situazione temporanea.

Per un mese e mezzo utilizzi completamente il tuo fido di cassa concesso per 50.000 euro.

La banca comincia a monitorare il tuo conto corrente, perché esso rappresenta un utilizzo anomalo del fido concesso che accende una spia di segnale preoccupante sul tuo andamento aziendale.

Se poi vai fuori fido (quindi il tuo conto segna, ad esempio, -60.000 euro) e ci resti per un po’ di giorni, il segnale di allarme per la banca diventa sempre più forte e continua a suonare come una sirena.

Se questo utilizzo anomalo del fido prosegue continuamente per più di sei mesi, il rischio di revoca del fido di cassa concesso per 50.000 euro diventa una certezza.

 

Errore 2: spostare gli incassi su un altro conto corrente

 

Capita spesso che tu abbia più di un conto corrente aziendale.

Magari hai 3 conti correnti bancari, con relativi costi ed oneri di mantenimento.

Hai un conto corrente che ti preoccupa di più, poiché il direttore ti assilla continuamente sulla necessità di movimentare il conto corrente.

Nella tua testa, quello diventa un conto corrente al quale stare più attenti.

Quindi cosa fai?

Sposti i tuoi incassi  dal conto A con la banca X al conto B con la banca y.

Quale risultato ottieni?

Il risultato per la banca è lo stesso di cui abbiamo parlato nell’errore n.1: tu sei percepito come un’azienda a rischio perchè non stai facendo movimenti su quel conto corrente  e quindi hai pochi incassi.

Errore 3: non usare il conto corrente su cui appoggia il fido bancario

 

Che cosa significa quando dico che non usi il conto corrente su cui appoggia il fido bancario?

Non intendo dire che tu lo abbandoni nel “dimenticatoio”, ma significa che ogni fine mese il tuo conto ha esattamente lo stesso saldo del mese precedente, perché i movimenti in entrata e in uscita sono uguali.

Ciò capita soprattutto quando l’incasso di ogni singolo bonifico è di vitale importanza per la sopravvivenza della tua azienda. .

Come ti vede la banca in questa situazione?

In modo negativo, poiché tu non stai utilizzando il conto corrente e dunque hai pochi incassi.

Di fatto non c’è guadagno, non c’è un aumento del fatturato e questo di certo non è un buon segnale per loro.

Errore 4: finanziare l’investimento con i soldi del fido di cassa

 

Molti imprenditori chiedono un fido di cassa per avere liquidità, ma non lo utilizzano nella maniera corretta.

Che cosa fanno?

Utilizzano i  soldi dei fidi di cassa per effettuare investimenti in macchinari con durata a medio lungo termine

Cosa significa?

Se per esempio acquisti un macchinario che pensi ti serva per migliorare la tua produzione, ma il guadagno che ti dà nel breve periodo non è equivalente a quello della spesa che hai fatto.

Devi porti alcune semplici domande: 

  • In quanti mesi, giorni, anni, il macchinario mi ripagherà?
  • Di che durata è il finanziamento?
  • Le due cose coincidono?

Il periodo di ritorno dell’investimento infatti deve coincidere con l’ammortamento del macchinario stesso.

Non é corretto finanziare un investimento a medio lungo termine con un fido di cassa a breve termine.

Il fido infatti combacia con un’esigenza temporanea, da ripianare nell’immediato, in un limite di tempo di 30-60-90 giorni al massimo.

 

Errore 5: firmare un folle piano di rientro proposto dalla banca

 

Ti chiama al telefono il tuo amico direttore di banca e, in modo gentile, ti chiede d’incontrarti per fare una semplice chiaccherata.

Quando arriva in filiale però, predisposto nel migliore dei modi dal tono gentile della telefonata, viene subito fuori la verità, il vero intento del direttore gentile.

I numeri non funzionano, i dati parlano chiaro.

Il direttore ti revoca il fido concesso e ti chiede di accordarsi per un piano di rientro.

L’errore tipico in casi del genere è sempre lo stesso: accettare di tutto.

Sappi che accettare passivamente tutto ciò che ti viene proposto NON è la soluzione.

Hai più potere in mano di quello che pensi e puoi usarlo a tuo vantaggio in trattativa, anche se hai rilasciato quelle maledette fideiussioni.

Ma per fare alle banche una proposta che possono accettare, devi proporre loro qualcosa che desiderano davvero.

Firmi senza batter ciglio un folle piano di rientro del mutuo proposto, commettendo gravi errori.

Perchè fai questo?

Per questi principali motivi:

a) ti senti in colpa e pensi di rimborsare immediatamente il debito a rientro richiesto,  chiedendo i soldi ad un’altra banca.

Esiste un problema: le banche si parlano e sanno tutto della tua azienda.

In che modo? I direttori delle tue banche non si trovano al bar per parlare della tua azienda, ma comunicano tra di loro tramite la Centrale Rischi della Banca d’Italia  (di cui parlo in questo post: 13 Buoni Motivi per conoscere la Centrale Rischi della Banca d’Italia).

Devi sapere che ogni volta che ti interfacci con una banca, questa comunica automaticamente i tuoi movimenti, cosa hai fatto, qual è più in generale la tua condizione economica.

Lo comunica alla Centrale Rischi della banca d’Italia, grande database che viene consultato da tutte le banche quando si trovano a dover decidere se concedere finanziamenti all’imprenditore di turno.

Quindi nel momento in cui una banca comunica che devi rientrare di un’esposizione, ecco che agli occhi di tutte le altre risulti inaffidabile.

b) non hai la conoscenza della liquidità prodotta o bruciata dalla tua azienda. 

E’ proprio cosi!

Tu spesso hai “navigato a vista” e non sai se la tua azienda produce o brucia liquidità ogni mese.

In sostanza, riconosci l’esistenza del tuo debito di fronte alla banca impegnandoti a versare ogni mese la rata del piano di rientro. 

Ti ricordo che la rata folle del piano di rientro diventa un costo fisso difficilmente sostenibile per la tua azienda che si aggiunge a tanti altri tuoi costi fissi aziendali (costo del personale, costo dell’affitto, ecc.).

Devi prima creare un attento sistema di pianificazione finanziaria con un attendibile piano di cassa  per conoscere la liquidità prodotta o bruciata dalla tua azienda.

Dopo aver sviluppato il piano di cassa, ti consiglio di valutare:  

  1. un piano di rientro del fido revocato con un piano di ammortamento più lungo e sostenibile;
  2. se la tua banca ha applicato l’anatocismo sugli interessi, producendo un dissesto finanziario nella tua azienda ;
  3. effettuare un’operazione di saldo e stralcio con la tua banca. 

 

Quali sono le conseguenze degli errori di utilizzo del fido bancario e come rimediare ?

Se incappi in uno o più di questi 5 errori sopraelencati, otterrai tendenzialmente due risultati:

  1. L’incaglio, ossia quella situazione nella quale ti trovi in momentanea difficoltà economica che non provocano la revoca del fido bancario, ma delle procedure di rientro più soft, meno aggressive
  2. La sofferenza, conseguenza molto più grave che segue normalmente l’incaglio e che invece attiva tutti gli strumenti di recupero credito hard disponibili. 

Il problema è che non viene pregiudicato il tuo rapporto con una singola banca, ma con tutte quelle del sistema bancario perchè ti ricordo che tutte le informazioni arrivano direttamente o indirettamente a tutti gli istituti di credito tramite la Centrale Rischi.

Questo fa scaturire un vero e proprio effetto valanga, per cui tutte le banche con le quali hai rapporti pretendo che tu rientri e da un giorno all’altro ti ritrovi senza nessuno che ti concede credito.

Il mio consiglio è semplice: tieni sempre a mente questi 5 errori ed evitali come la peste.

Come?

  1. Calcola sempre con la massima precisione possibile i costi dei tuoi fidi concessi dalle banche;
  2. Utilizza il fido all’80% e pianifica le tue uscite in modo da non sforare mai questa percentuale;
  3. Movimenta  il denaro sul conto corrente in modo che risulti sempre attivo;
  4. Non spostare gli incassi da un conto a un altro,  se non c’è una strategia finanziaria precisa dietro questa scelta.

Le regole che ti ho dato valgono per evitare la revoca del fido bancario, che sono uno strumento finanziario importantissimo per l’imprenditore che si trasforma però spesso in un’arma a doppio taglio.

Ma ci sono molte altre cose alle quali pensare nel momento in cui ti trovi in una situazione di mancanza di liquidità.

Devi pensare a come trattare con i creditori, come gestire il tuo rapporto con le banche, come difenderti dal fisco, come approcciarti ai fornitori o ai dipendenti arrabbiati.

Io non so come sia messa la tua azienda, quale sia la tua particolare condizione, che rischi corri, che posizioni scoperte hai, che punti di forza potresti usare in una trattativa con la banca.

Insomma, non conosco i tuoi problemi in particolare, ma quello che posso dirti è che l’approccio che propongo in questo articolo, non vale solo per i fidi di cassa, ma si applica a tutto.

Ci sono infatti molte aree finanziarie che vengono gestite dall’imprenditore in maniera errata “navigando a vista”, e che io nel corso degli anni ho studiato in modo approfondito per sviscerarne i segreti ed evitare pericolose ricadute.

Per questo arrivo ad ottenere sconti sul debito fino al 93% per i miei clienti e riesco a risanare con successo le aziende.

Con più di 1000 casi di imprese in crisi gestiti in circa 20 anni d’attività, io sono utilizzato dai clienti per liberare la propria azienda dai debiti e riacquistare una propria serenità e tranquillità psicologica in azienda ed in famiglia.

Questo primo passo, questa analisi iniziale è fondamentale per poter lavorare con il massimo dell’efficienza, per non accettare piani di rientro a caso, per non sperperare le poche liquidità ripartendole a caso fra i creditori.

Sono una persona molto onesta, amo le situazioni difficili ma non tollero di perdere, quindi te lo dico chiaramente: se non c’è nulla che possiamo fare, perché la tua situazione è troppo grave, non ti chiederò un centesimo.

Per capirlo, per sapere esattamente a che punto si trova la tua azienda, abbiamo messo a punto una specifica procedura che ci permette di approfondire nel dettaglio la situazione della tua azienda e il livello di rischio al quale sei esposto.

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